Documenti digitali: capire l’autenticità di un documento non manoscritto

//Documenti digitali: capire l’autenticità di un documento non manoscritto
Perito grafologo: i documenti digitali

I documenti fotocopiati, faxati e realizzati al computer sono particolarmente soggetti a inserimento e sostituzione di pagine, manipolazione taglia-incolla, utilizzo di documenti autentici finalizzato alla realizzazione di documenti falsi.
Uno dei primi esami da svolgere consiste nello stabilire se gli scritti siano originali o copie. Col tempo è divenuto sempre più difficile distinguere fra documenti fotocopiati e documenti realizzati al computer. Infatti, tutte le tecnologie di stampa e di elaborazione dell’immagine sono presenti in entrambi i processi.
Qualsiasi esame di documento non manoscritto deve includere una valutazione della tecnologia di stampa impiegata: essa può infatti servire a far luce sulla plausibilità delle testimonianze raccolte, così come su possibili inserimenti di testo o sostituzioni di pagina. Nel caso in cui venga individuato un solo metodo di stampa, è possibile tentare un’ulteriore classificazione distinguendo le varie impostazioni della stampante, o persino distinguere le stampanti attraverso l’uso di tecniche di esame più sofisticate. Le differenze nella dispersione delle gocce d’inchiostro e l’ubicazione di quest’ultime intorno alle lettere possono servire da caratteristica discriminante.
Sui documenti prodotti con stampanti laser o fotocopie, le caratteristiche e la configurazione della dispersione delle particelle di toner possono essere esaminate e confrontate utilizzando la spettroscopia in trasformata di Fourier (FTIR), il microscopio a scansione elettronica (SEM), il microscopio confocale o la spettroscopia EDX. Alcuni mezzi di scrittura, come l’inchiostro bubble jet e i colori a sublimazione, possono essere distinti attraverso un esame a infrarossi o mediante l’impiego di raggi ultravioletti.
Riguardo al processo di fotocopiatura elettrostatico, un’ulteriore classificazione può essere fatta fra le macchine che impiegano la tecnologia analogica e i più recenti sistemi digitali. E’ indispensabile essere cauti nel tirare le conclusioni perchè l’eventuale presenza di pixel potrebbe essere semplicemente una riproduzione di caratteristiche rinvenute nell’originale o in una copia intermedia.
Determinare se più di una macchina sia stata usata per produrre un documento costituito da molte pagine oppure una porzione di testo di un unico foglio è talvolta di importanza cruciale.
L’eventuale presenza di difetti nei documenti può servire per identificare i  prodotti attribuibili a più di una macchina, e può quindi essere usata per identificare la sostituzione di pagine o persino le aggiunte all’interno di un singolo foglio.
Il vero valore di questi esami sta nel loro uso come tecniche di comparazione, volte a stabilire se ogni porzione del documento sia coerente con le altre. E’ possibile altresì fare il percorso inverso, cioè confrontare i risultati con il prodotto delle macchine presumibilmente responsabili della creazione del documento.
Dopo aver accertato quale tecnologia di stampa sia stata utilizzata per realizzare un determinato documento, il testo va esaminato per stabilire se ovunque sia stato utilizzato lo stesso carattere.
Più remota è la copia in questione rispetto all’originale, più difficile è determinare se tutto il testo ha lo stesso tipo di caratteri e dimensioni.
Il passo seguente è quello di valutare l’interlinea in tutto il documento.
Varie tecniche di misurazione possono essere utilizzate, dalle dime di vetro o plastica all’uso di software appropriati.
Le alterazioni più ricorrenti nei fax sono rappresentate dal taglia e incolla di firme, paragrafi e porzioni dell’intestazione del Transmit Terminal Identifier (TTI). E’ necessario ispezionare il fax nella sua interezza per verificare se in tutto il documento vi sia coerenza. Ad es., è buona norma valutare la coerenza nell’orientamento dei pixel. Due porzioni di testo (o firme) vicine, infatti, potrebbero essere costituite da pixel con diverso orientamento, il che dimostrerebbe che esse sono il prodotto di due trasmissioni diverse.